Il nostro tempo chiama l’HR a nuove sfide: siete pronti a rispondere? 

È possibile abbracciare diversità, equità e inclusione (DE&I) come vere leve di innovazione?

Ci troviamo in un’epoca di transizione: le organizzazioni riescono davvero a trasformarsi o restano intrappolate nella retorica? È possibile superare le barriere del conformismo per abbracciare diversità, equità e inclusione (DE&I) come vere leve di innovazione? L’HR oggi non è più solo un gestore, ma un catalizzatore di cambiamento. 

Ecco i 4 bold insights emersi durante la tavola rotonda “Diversity, equity e inclusion: trasformazione organizzativa o semplice retorica?” evidenziati nell’articolo di Alessandro Gastaldi per la rivista Sviluppo e Organizzazione

1. Framework, non retorica

Framework, non retorica, è stata la spina dorsale della trasformazione di Accenture, come ci ha raccontato Francesca Romana Rossi, Responsabile Risorse Umane in Accenture – un approccio strutturato per includere la diversità come motore di innovazione. La parità di genere (50/50 entro il 2025) è una promessa fondata sui dati perché l’inclusione va pianificata e monitorata. 

2. Un nuovo modello organizzativo

Un nuovo modello di organizzazione è quanto ha sottolineato Aram Chantal Mbow: le aziende devono essere “designed for sustainability and inclusion”. Non bastano policy, servono ambienti, strutture e processi ripensati. È una rivoluzione culturale e operativa: il benessere non è un lusso, ma la base per innovare. 

3. Un equilibrio necessario tra diversità e appartenenza

Diversità e appartenenza, un equilibrio necessario”, è la visione di Barbara Imperatori, Professoressa di Organizzazione Aziendale presso l’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano, che evidenzia che la diversità senza appartenenza porta al caos, mentre la sola appartenenza rischia di generare omologazione. L’HR deve bilanciare personalizzazione e standardizzazione per un’identità culturale che unisca persone e obiettivi. 

4. La leadership come attivatore di dialogo

La leadership come attivatore del dialogo è la risposta di Giuseppina Cataldi, D&I Manager in Edison. Manager empatici e visionari sono la chiave. Edison dimostra che organizzazioni inclusive nascono dalla cooperazione tra collaboratori, istituzioni e comunità esterne, abbattendo le barriere tra azienda e società. 

Sono stati tantissimi i contenuti discussi, di una grande profondità.

La sfida è andare oltre lo status quo.

“La diversità non è un compito da delegare, ma una scelta strategica da vivere. È tempo che tutti i livelli aziendali si impegnino per costruire luoghi di lavoro autentici, in cui ognuno abbia la possibilità di contribuire e crescere”

Aram Chantal Mbow, Founder Innovamey

Oggi più che mai, la domanda non è solo cosa possiamo fare per cambiare, ma chi vogliamo diventare come organizzazione. L’HR ha la risposta? Disegniamola insieme. 

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