L'inclusione funziona davvero quando smette di essere astratta.
“Se vogliamo che le persone, quando escono dal carcere, percorrano strade diverse, dobbiamo dare loro una professionalità alta.” È da questa convinzione che nasce la storia di Pino Cantatore.
Per Innovamey, l’inclusione funziona davvero solo quando smette di essere un’idea astratta e diventa esperienza vissuta e storie come questa sono esempi concreti di inclusione che trasforma sistemi complessi e genera valore per tutti: i business, le persone, la società.
Quando la incontri nel lavoro quotidiano, quando ti siedi accanto a persone che la società ha deciso di rendere invisibili, quando collabori – davvero – con chi viene dal carcere, i bias cadono uno dopo l’altro.
Nella nostra esperienza, le persone detenute coinvolte in percorsi di lavoro strutturati sono tra le più motivate, attente, precise e affidabili. Non nonostante il loro passato. Proprio perché portano con sé una voglia enorme di riscatto, dignità, futuro.
E allora la domanda diventa inevitabile: perché continuiamo ad associare inclusione a minore qualità, quando l’esperienza dimostra esattamente il contrario?
Questa è una storia che racconta perché sostenibilità e inclusione non sono un costo. Sono un moltiplicatore di valore umano, organizzativo ed economico.
Pino Cantatore è Presidente e Founder di Bee4Altrementi, una cooperativa sociale che porta lavoro qualificato all’interno delle carceri italiane. Ma prima di essere un imprenditore sociale, Pino è stato una persona detenuta. Ed è proprio da quell’esperienza che prende forma una delle realtà più interessanti del panorama italiano quando si parla di inclusione, impatto sociale e business.
Dal carcere all’idea di impresa
“Nella mia precedente vita ho trascorso parecchi anni all’interno del carcere come detenuto.”
Pino racconta il carcere senza edulcorarlo, ma anche senza ridurlo a un luogo astratto. Il carcere, dice, è fatto di persone: persone che pensano, ridono, piangono. Persone con talenti e competenze spesso invisibili agli occhi di chi guarda da fuori.
Durante la detenzione, Pino riprende gli studi in informatica. Era già diplomato come programmatore elettronico, ma negli anni ’90 il mondo tecnologico cambia rapidamente. In carcere si aggiorna, studia, osserva. E soprattutto inizia a formare altre persone detenute.
Nasce così un primo laboratorio di informatica, uno spazio “altro” rispetto alle attività tradizionali presenti nelle carceri. Non navi costruite con i fiammiferi o quadretti decorativi, ma competenze spendibili, professionali, orientate al mercato.
“Vedere persone meravigliarsi perché un detenuto aveva fatto un porta-foto mi faceva rabbia. Io vedevo talenti che andavano ben oltre.”
È lì che prende forma l’idea di Bee4Altrementi: creare lavoro vero, qualificato, capace di restituire dignità e futuro. E poi, c’è un valore immenso restituito anche per tutti i collaboratori.
Bee4Altrementi: inclusione che parla il linguaggio del business
Fondata nel 2013, Bee4Altrementi è oggi una cooperativa sociale strutturata, che lavora all’interno degli istituti di Bollate e Vigevano e coinvolge circa 220 persone. Di queste, circa 200 sono persone detenute o in misura alternativa, tutte assunte con contratto nazionale. Le restanti sono figure di coordinamento e gestione che operano dall’esterno.
La cooperativa opera su tre filiere principali:
- Competence center: attività di customer care, data entry, networking e supporto tecnico di primo e secondo livello. Gli operatori lavorano, tra le altre cose, su servizi di banda larga e configurazioni tecniche da remoto per aziende.
- Officina meccanica: rigenerazione di distributori automatici, con un doppio impatto. Da un lato la formazione tecnica delle persone, dall’altro la riduzione dei rifiuti elettronici.
- Attività nel carcere femminile: controllo qualità, assemblaggio e confezionamento, in un contesto pensato storicamente per uomini e che spesso penalizza ulteriormente le donne detenute.
“Se vogliamo che le persone cambino strada, dobbiamo dar loro competenze alte. Altrimenti la recidiva resta inevitabile.”
I numeri dell’impatto
I dati raccontano con chiarezza ciò che spesso resta invisibile.
In Italia, 7 detenuti su 10 tornano in carcere entro un anno dalla scarcerazione. Secondo studi CNEL, per chi segue percorsi strutturati di formazione e lavoro, quel dato scende drasticamente.
Nel caso di Bee4Altrementi, la recidiva è intorno al 5%.
In 12 anni di attività:
- oltre 600 persone sono passate dai percorsi di lavoro della cooperativa;
- centinaia di persone sono uscite dal carcere con una professionalità spendibile;
- lo Stato ha risparmiato circa 1 milione di euro in costi di mantenimento, grazie al lavoro regolare svolto dalle persone detenute (che contribuiscono economicamente ai costi di detenzione).
Numeri che dimostrano come inclusione e sostenibilità siano una condizione del profitto.
È un principio che condividiamo profondamente anche in Innovamey: inclusione e sostenibilità sono leve strategiche per costruire organizzazioni più solide, duttili e capaci di durare nel tempo. Parlare il linguaggio del business, senza rinunciare all’impatto sociale, è l’unico modo per rendere questi modelli scalabili e sostenibili.
Inclusione come contaminazione
Per Pino, lavoro e formazione non bastano se non sono accompagnati dal dialogo con la società civile.
Bee4Altrementi collabora con università, aziende, gruppi di studenti e professionisti. Le persone entrano in carcere, incontrano chi ci lavora, si confrontano.
Prima dell’ingresso compilano un questionario su cosa pensano del carcere. Lo stesso questionario viene riproposto all’uscita. Le risposte cambiano radicalmente.
“Chi è fuori si porta a casa consapevolezza. Chi è dentro ritrova fiducia nella società.”
È un processo di contaminazione reciproca, che genera valore per tutti.
In Innovamey crediamo che l’inclusione funzioni proprio così: quando mette in relazione mondi che normalmente non dialogano, quando crea spazi di confronto autentici, quando costringe organizzazioni e persone a rivedere i propri bias. È in questo scambio che nascono innovazione, consapevolezza e nuove possibilità di crescita.
Ispirazione, istruzione, futuro
Se Pino potesse prendere un caffè con una persona del passato, sceglierebbe Nelson Mandela.
“L’istruzione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo.”
Una frase che guida il lavoro quotidiano di Bee4Altrementi e che riassume perfettamente il senso di questa storia.
Perché l’inclusione è fatta di scelte, di contratti regolari, di competenze, di fiducia restituita. E soprattutto di persone. Nel suo racconto, Pino Cantatore torna più volte su un punto chiave: il valore delle persone. Nelle assemblee, nei convegni, nel lavoro di ogni giorno, ribadisce che una cooperativa sociale esiste solo grazie a chi la rende viva.
Il lavoro in carcere, per lui, non è assistenzialismo. È responsabilità condivisa, è crescita reciproca, è la dimostrazione che anche nei luoghi più invisibili possono nascere modelli capaci di generare valore sociale, economico e umano. Ed è forse proprio questo il messaggio più potente che lascia la storia di Bee4Altrementi: l’inclusione funziona davvero quando smette di essere una dichiarazione di intenti e diventa un sistema che mette le persone nelle condizioni di esprimere il proprio potenziale.
La storia di Bee4Altrementi dimostra una cosa semplice e potentissima: l’inclusione funziona davvero quando diventa sistema, non eroismo.
Funziona quando non c’è stigma, né retorica, né pietismo. Quando c’è lavoro vero, competenze alte, contratti regolari, fiducia reciproca.
Fa bene alle persone detenute, che ritrovano dignità, futuro e appartenenza.
Fa bene a chi lavora accanto a loro, perché il confronto abbatte pregiudizi e allarga lo sguardo.
Fa bene alle aziende, che ottengono maggiore qualità, engagement, retention, oltre a benefici economici, fiscali e reputazionali.Aram Chantal Mbow
È questo il significato più autentico di sostenibilità e business: organizzazioni che diventano spazi di sperimentazione umana, dove la diversità non è tollerata, ma riconosciuta come valore.
Quando l’inclusione è fatta così, non è un costo.
È un win win reale. Per il business. Per la società. Per le persone.
Innovamey è l’organizzazione che trasforma la sostenibilità in un vero motore di crescita, supportando le aziende nella progettazione di strategie sostenibili, nella trasformazione dei modelli di business e nella comunicazione d’impatto. Innoviamo prodotti e servizi ponendo la sostenibilità al centro, sviluppando soluzioni che combinano progresso, responsabilità e competitività. Non ci limitiamo a immaginare il futuro, lo costruiamo.
Abbiamo aiutato grandi organizzazioni a ripensare i propri processi in un’ottica di impatto positivo e risultati orientati al business: dall’evoluzione di prodotti e servizi per un mercato sempre più attento alla sostenibilità, alla creazione di operazioni volte ad attrarre e valorizzare talenti che comprendono l’importanza delle persone, del pianeta e della redditività.
Aiutiamo le organizzazioni a costruire una cultura sostenibile attraverso la formazione e una leadership consapevole, supportandole nella comunicazione autentica della loro trasformazione, affinché la sostenibilità diventi non solo un obiettivo, ma una realtà vissuta e condivisa.
Abbiamo svolto un ruolo di primo piano in eventi importanti come Climate Tech di IKN, Ethical HR di Team Different e Global Inclusion de Il Sole 24 Ore, contribuendo allo sviluppo di strategie che combinano il progresso economico con la responsabilità sociale e ambientale.
Innovamey è sinonimo di azione, impatto e trasformazione: collaboriamo con le aziende per costruire un futuro in cui sostenibilità sia sinonimo di innovazione, valore e crescita consapevole. Perché il cambiamento non è qualcosa di cui si parla. È qualcosa che si realizza.